Andrà tutto bene. Se ci proteggiamo, tutelando così tutta la comunità

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Il Coronavirus mette alla prova la resilienza della nostra comunità.

Per fermare l’avanzata del virus, tutelare chi ci sta vicino a partire dalle persone più fragili, ed aiutare in modo concreto coloro che sono in prima linea negli ospedali, infermieri e medici, dobbiamo prima di tutto seguire le regole e stare a casa.

Il Coronavirus colpisce il nostro territorio sull’area della salute, il terzo dei 17 obiettivi stabiliti dall’Agenda 2030. Il tema della salute non costituiva, finora, una priorità dell’Italia nello scenario globale e questo grazie ai livelli di speranza di vita alla nascita tra i più alti del mondo e a un sistema sanitario di eccellenza e gratuito. La pandemia del Coronavirus ha modificato radicalmente questo scenario, inserendo il nostro territorio tra quelli che devono combattere la battaglia più radicale: quella per la salute.

Una battaglia che può essere vinta solo insieme.

Ricordiamo che, fino al 3 aprile, è vietato ogni spostamento delle persone fisiche, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o spostamenti per motivi di salute. È consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.
La persona che si sposta per una delle ragioni sopra indicate, deve attestarne il motivo attraverso un’autodichiarazione (in allegato), che potrà essere resa anche seduta stante attraverso la compilazione di moduli forniti dalle forze di polizia.

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